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L'attività clinica usuale è stata espletata partecipando a tutti i Servizi dell'Istituto (Ambulatorio, Pronto Soccorso, Sala Parto, Sala Operatoria, Divisione di Patologia Ostetrica). In particolare, su disposizione del proprio Direttore, il Prof. Noia ha curato la nascita, la conduzione e l'organizzazione del Day Hospital Ostetrico, dal 1979 ad oggi. In tale ambito ha effettuato amniocentesi diagnostiche (precoci e tardive), paracentesi fetali diagnostiche e terapeutiche, trasfusioni intrautero, endoperitoneali ed intravascolari a feti gravemente anemici, toracentesi fetali diagnostiche e terapeutiche, cistocentesi e pielocentesi fetali, amnioinfusioni e amnioriduzioni. Nel corso dell'ultimo anno e mezzo si è, in particolare, dedicato alla ufficializzazione del suddetto Day Hospital (avvenuta il 12-2-1996). Tale fondamentale passaggio va valutato in funzione della nuova organizzazione degli ospedali italiani, alla luce dei DGR. Sulla base di queste esigenze cliniche ed organizzative il Prof. Noia ha ricevuto l'incarico, dal proprio Direttore, di analizzare e quantificare, in termini di costo/beneficio, il vantaggio economico ottenibile con l'ufficializzazione del Day Hospital, mantenendo, nel contempo, il regime di attenta sorveglianza ostetrica per le forme di vita debole, di prioritario interesse istituzionale e clinico. L'organizzazione del Day Hospital Ostetrico, negli ultimi cinque anni, ha affrontato diversi problemi che possono essere così sintetizzati:
A) Incremento della richiesta di utenza delle prestazioni del Day Hospital Ostetrico : problemi di precisazione diagnostica invasiva e non invasiva nelle malattie infettive e precisazioni diagnostiche dei quadri malformativi particolarmente complessi. Le problematiche in gravide tossicodipendenti e/o sieropositive, infine tutte quelle condizioni in cui la quantificazione del rischio teratogenetico (da farmaci, da tossici, da radiazioni) era stata erroneamente amplificata da una non corretta conoscenza del problema. In tale impostazione infatti il Day Hospital è stato punto di riferimento per le più disparate e "disperate" patologie materno-fetali, segnalate da privati o da organizzazioni e/o Movimenti ed Istituzioni.
A tale proposito è da segnalare che il Prof. Noia è responsabile del servizio nato in seguito all'accordo, nato nel 1981, tra la Direzione Amministrativa del Policlinico Universitario "A. Gemelli" e Madre Teresa di Calcutta. Tale servizio assicura la sequela, con prestazioni gratuite, della gravidanza e del parto alle "ragazze madri" ospitate nel centro di Primavalle ("Casa Allegra", Via S. Igino Papa - Roma) delle Suore Missionarie della Carità. Tale attività clinica ha riguardato gravide delle più diverse nazionalità con scarsa assistenza prenatale precedente e che hanno partorito, nell'80% dei casi, presso il Policlinico A. Gemelli. E' ovvio che tale sequela ha coinvolto in 15 anni tutto l'Istituto, considerando che si sono avuti circa 1000 parti nel suddetto periodo. B) Integrazione con il Telefono Rosso, l'Ambulatorio, la Sala Parto e la Divisione di Patologia Ostetrica . Questo secondo aspetto logistico è stato affrontato per calmierare e precisare le varie situazioni cliniche afferenti ai suddetti reparti. Il fine era duplice: ottenere una griglia per "reali" indicazioni, ed offrire una continuità di sequela a quei casi in cui era improponibile un rinvio a casa per reali urgenze di ordine clinico. C) Riorganizzazione del rapporto spazio/tempo e tempo/persona negli ambienti ove è situato il Day Hospital Ostetrico, per una più razionale utilizzazione del personale infermieristico, nei diversi giorni della settimana, in funzione delle diverse prestazioni offerte (oncologiche, disfunzionali ed ostetriche). Inoltre, le terapie invasive di recente introduzione (trasfusioni intravascolari, amnioinfusioni, terapie invasive multiple, in singola seduta) hanno reso più necessaria la quantificazione e la ripartizione dei tempi tecnici di esecuzione nei diversi ambienti con la finalità di una migliore organizzazione del lavoro. A tal proposito l’istituzione di un ambulatorio di diagnosi prenatale bisettimanale ha ottimizzato il rapporto con l'Istituto di Genetica favorendo una più idonea accettazione delle pazienti nel giorno di effettuazione dell'amniocentesi precoce. D) Counseling: tale momento è stato attentamente valutato sotto il duplice aspetto, prediagnostico (qualora si fosse evidenziata la necessità di precisazione diagnostica di tipo invasivo) e post-diagnostico (per definire il quadro malformativo con l'ecografia e la formulazione prognostica). Per quanto attiene il primo aspetto, i limiti etici, che il nostro Comitato ha formulato, sono stati strettamente osservati; ciò è dimostrato dal relativo esiguo numero di cordocentesi (500) effettuate in 8 anni. Crediamo che a tale atteggiamento prudenziale, rigorosamente scientifico e selettivo nell'indicazione, sia attribuibile il risultato di bassa prevalenza di perdite fetali (0.2%), conseguenza diretta di cordocentesi diagnostiche (in Letteratura 1.5-2%). Inoltre si sono registrate 2 perdite endouterine in feti sottoposti a trasfusione intravascolare a scopo terapeutico, non subito dopo l'effettuazione della metodica invasiva, ma dopo alcuni giorni, per amniotite. Il rapporto di perdite fetali/cordocentesi (0.2%), nell'approccio diagnostico, e perdite fetali/trasfusioni intravascolari (2,4%), in quello terapeutico, è comunque confortante (in letteratura sono rispettivamente 1.5-2% e 7%). Per quanto riguarda l'impegno in difesa della vita nascente, la precisazione diagnostica effettuata con criteri scientifici, universalmente accettati, veniva sempre accompagnata da "aperture" terapeutiche prenatali o post-natali o di programmazione del parto, al fine di non lasciare un "vuoto" nel futuro esistenziale di quel particolare tipo di malformazione. E) Ricerca: è a tal proposito che gli elaborati più importanti sulle malformazioni hanno finalizzato l'indagine sul follow-up (v. lavori sull'idrocefalia o sulle uropatie ostruttive). Infatti da tale sforzo derivano dati molto confortanti in diverse forme di affezioni fetali ed aprono aspetti terapeutici anche in malformazioni ritenute sino a pochi anni or sono di scarse possibilità di terapia.
La possibilità di seguire, longitudinalmente, molti quadri malformativi (150 casi di malformazioni all'anno) ha fornito uno strumento di elaborazione della storia naturale di molte patologie, osservate ecograficamente, e confrontati con i follow up a distanza. Il contributo in questo ambito è notevole: si può, in tal modo, definire meglio il danno, pre e post-natale e così riscrivere la modalità del counseling e la giusta e corretta informazione da dare alla coppia che vive il problema del quadro malformativo. La valutazione dettagliata delle problematiche cliniche, logistiche e di ricerca ha precise finalità organizzative, che tendono ad ottimizzare un servizio fondamentale nella gestione della Clinica Ostetrica. Basti pensare a quante diagnosi, in tempo reale, hanno evitato degenze prolungate, con indubbio risparmio di risorse umane ed economiche, ottimizzato il turn-over dei ricoveri programmati e, globalmente, migliorate, in senso qualitativo e quantitativo, le nostre prestazioni. Una esemplificazione parziale di questi benefici deriva da una valutazione approssimativa (circa 3000/anno) delle sole ecografie effettuate come urgenza di Pronto Soccorso, di Sala Parto o di quelle che riguardano le "dimissioni protette" della divisione di Patologia Ostetrica e/o degli altri reparti. A tale proposito si segnala che il concetto di "dimissione protetta ", pur rappresentando un onere lavorativo spesso esuberante, rimane comunque fondamentale per la tranquillità psicologica della gestante e per la protezione clinica e medico-legale della paziente e del curante. In un contesto culturale dove i mass-media enfatizzano la "mala sanità", questa integrazione di buon livello clinico e organizzativo del Day Hospital, valorizza sia gli aspetti scientifici che quelli assistenziali.
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