Chi è online

 88 visitatori online

Il presente sito web utilizza i cookies per aiutare a migliorare i servizi e le informazioni ai suoi lettori.
Continuando ad usare questo sito si accetta implicitamente di utilizzare i cookie.

informativa >>


 

 
Pillola dei 5 giorni: aborto facile PDF Stampa E-mail

 

L’Unione Europea ha deciso: EllaOne, la “pillola dei 5 giorni dopo” può essere liberamente venduta in farmacia, senza prescrizione medica

 

di Federica Mancinelli

 

ellaone pillola dei 5 giorni aborto facileE’ paradossale, assurdo e certamente non gradito ricorrere alla legge 194 per difendere un principio di bioetica, ma in una società “a relativismo galoppante” come la nostra e in un ordinamento che scivola sempre più sul piano inclinato di sovrapposizioni istituzionali e sentenze giuridiche, forse può essere utile ricordare anche questo: nemmeno la legge italiana che dal 1978 ha legalizzato l’interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese l’aveva mai privatizzata e resa pratica da svolgere in casa, senza peraltro la minima tutela sanitaria e piscologica.

 

La European Medicine Agency (EMA) che ha approvato la nuova direttiva ha rassicurato sull’assenza di effetti collaterali, se la pillola viene presa a gravidanza già iniziata. In Italia attualmente per la prescrizione medica occorre un test di gravidanza che dimostri l’assenza di quest’ultima. L’Agenzia Italiana del farmaco (AIFA) si è già opposta da mesi alla caduta dell’obbligo del test ed ora il dibattito sarà acceso a tutti i livelli istituzionali, a partire dalla commissione tecnica della stessa Associazione che sta analizzando e valutando la questione.

 

Ciò che ora preme considerare e analizzare è la reale natura del dispositivo che, come spiega il Card. Elio Sgreccia, è “una facilitazione dell’aborto”: EllaOne non è un contraccettivo, ma un vero e proprio abortivo che, se approvata anche a livello nazionale la delibera dell’EMA, potrebbe essere acquistato in farmacia da qualsiasi adolescente, anche minorenne, dato il preoccupante e progressivo abbassamento dell’età del primo rapporto sessuale, con pericolosi danni anche sul sistema riproduttivo.

 

La verità è dunque scientifica: EllaOne è controindicata in gravidanza perché non ci sono dati sperimentali che dimostrano che il suo uso eviti malformazioni al feto. E’ economica: si stima che in Italia “solo” 20.000 donne ogni anno scelgano questo prodotto, mentre 320.000 assumono la “pillola del giorno dopo”. E’ ovviamente, e non da ultimo, anche etica e sociale: questo farmaco produce una deresponsabilizzazione totale di tutti gli attori del sistema, lasciando la donna, spesso molto giovane, in un completo isolamento di fronte ad un dispositivo del quale non conosce danni e possibili ripercussioni, non solo sul feto, ma anche sul proprio corpo.

 

Nel nostro Paese da quasi quarant’anni si consente di uccidere un nascituro anche solo per disagio psichico, un bambino potrebbe avere due mamme per sentenza, si organizzano viaggi all’estero per cercare una “maternità surrogata” e per usare l’utero di un’altra donna e “l’eterologa per tutti” viene sbandierato come slogan di democrazia. Vogliamo davvero dare alle nostre giovanissime generazioni la possibilità un ulteriore metodo abortivo, facendo credere loro che sia l’ennesimo dispositivo di libertà individuale, o vogliamo finalmente puntare sull’educazione, la consapevolezza e su una vera cultura della vita, unico strumento per tornare a un minimo di stabilità culturale e sociale, nonché psicologica e personale?

 

Ci auguriamo dunque che non possa mai valere nel nostro Paese nessuna “clausola di automatismo” che obblighi a recepire la direttiva europea, se non altro per ragioni giuridiche, essendo tuttora in vigore la legge italiana evocata all’inizio: la legge 194 fu approvata per ragioni diverse e in buona parte contrarie al diritto naturale e a qualsiasi principio di bioetica che ponga al centro del dibattito la primazia della persona umana e la difesa del diritto principale alla Vita. Ma fra le varie ragioni ci fu anche quella di evitare i cosiddetti “aborti clandestini”: EllaOne è appunto una via facile per il ritorno alla clandestinità dell’aborto.

 

(www.ildonodellavita.it, 14 Gennaio 2014)

 

 

 

Powered by © noiaprenatalis.it